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Il Lago di Santa Massenza
Piccolo romantico lago


(Fonte: www.girovagandointrentino.it

Il lago di S.Massenza è si è originato dall'erosione glaciale ed ha subito numerose trasformazioni fisiche, ambientali e biologiche. E' collegato al lago di Toblino da un canale sopra il quale passa la strada statale ed accoglie le acque del fiume Sarca e del lago di Molveno per far funzionare la centrale idroelettrica di Santa Massenza. Il collegamento di questi due laghi offre ai visitatori un romantico panorama.


Nei racconti appassionati degli anziani emerge tutta la poesia del paese di Santa Massenza affacciato sulla sponda del lago: la mitezza del clima, il porticciolo per le barche, i bagni nel lago, la pesca del luccio, il grande palazzo-albergo del Principe vescovo, le antiche distillerie, il vino santo, la coltivazione del broccolo e tanto altro ancora. Tutto questo faceva di S. Massenza la “Piccola Nizza”, decantata dal poeta Trentino degli anni ’30, Pranzelores.
Nel secondo dopoguerra “l’epopea idroelettrica” muta le sorti dell’Italia e del borgo con i suoi abitanti sotto vari punti di vista. La nuova centrale, territorialmente strategica nel sistema energetico del Paese, muta i destini di Santa Massenza portando lavoro tanto prezioso nel difficile contesto del dopoguerra ma anche segnando profondamente la locale realtà territoriale. Da quel momento il perenne moto delle turbine fa da sfondo all’impegno che gli abitanti dedicano alla valorizzazione dell’arte dei loro antenati, dando una connotazione particolare alla lavorazione dell’uva. Questa lavorazione farà di questo luogo un episodio prezioso ed unico nel panorama della vitivinicoltura nazionale: “Il Paese della Grappa e del Vino Santo”.
La manifestazione “Santa Massenza, un viaggio tra turbine e alambicchi” vuole fare delle vicende sopra descritte occasione di cultura: la Piccola Nizza, Il Paese della Centrale, Il Paese della grappa e del vino santo si incontrano. In programma da venerdì 30 giugno a domenica 2 luglio, l’appuntamento è stato promosso dall’associazione culturale “ S.Massenza Piccola Nizza de Trent” che ha coinvolto realtà istituzionali e private e singoli cittadini o realtà economiche (ad esempio, i cinque distillatori di grappa di Santa Massenza, tutti e rigorosamente dal cognome Poli), creando un interesse comune attorno ad una specificità locale come quella della piccola comunità di S.Massenza.
“L’intersezione – spiega la presidente dell’associazione culturale “S. Massenza, piccola Nizza de Trent”, Paola Aldrighetti - fra la memoria di ieri, il fascino e lo stravolgimento della tecnologia idroelettrica ed Il prezioso prodotto di questi due fattori entrano in sinergia e si manifestano. L’obbiettivo successivo e ambizioso è quello di arrivare ad uno spazio espositivo permanente, fucina di eventi e volano economico. Questo progetto sarà un importante tassello di un sistema più ampio rappresentato dagli altri episodi e spazi culturali della Valle dei Laghi”.
Allo scopo di promuovere ed avviare l’iniziativa culturale, l’associazione culturale “S. Massenza, piccola Nizza de Trent” ha collaborato con l’Assessorato alla cultura della Provincia autonoma di Trento, il Comune di Vezzano, l’Enel, i cinque distillatori di Santa Massenza e la Pro-loco di S. Massenza, La Cassa Rurale della Valle dei Laghi e singoli cittadini. All’appuntamento ormai consolidato con “Centrale Aperta” sarà affiancata la manifestazione che si terrà all’interno del paese con l’esposizione di documenti e oggetti storici lungo un percorso che si svolge tra le vecchie e nuove distillerie.
Il tema della mostra sarà “S. Massenza, viaggio tra turbine e alambicchi” sarà accompagnata sia da momenti di dibattito che da momenti di spettacolo. L’inaugurazione del lavoro di ripristino delle rive del lago è un altro momento significativo della manifestazione – come ha sottolineato il sindaco di Vezzano, Eddo Tasin - in quanto vede la restituzione di un tratto di riva, che impediva la passeggiata sul lago, occupato per molto tempo dall’impianto idroelettrico e che ora, dopo adeguata sistemazione, torna a beneficio della comunità. “La collaborazione con l’Enel – ha sottolineato l’assessore provinciale alla cultura, Margherita Cogo – segna il superamento della stagione dei contenziosi. L’azienda ha sviluppato una responsabilità sociale, grazie anche alla sensibilità ambientale della gente trentina”.
Una sintonia che è stata sottolineata anche dal responsabile Enel degli impianti del Trentino, Lorenzo Cattani: “La centrale è un luogo di produzione di energia che alla comunità è totalmente o quasi sconosciuta. Aprire la centrale alla gente significa anche favorire l’incontro tra realtà economica e sociale”.


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