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Santuario Madonna della Grotta.
Suggestivo luogo di culto mariano che domina l'abitato di Cavedine.


Durante la 1° guerra mondiale vennero chiamati in tutto il comune di Cavedine, circa 600 uomini alle armi.
Quando l’Italia nel 1915 entrò quindi in guerra e fu dichiarata l’evacuazione da tutto il circondario di Riva, l’Autorità Ecclesiastica e quella Comunale si radunarono in Municipio e fecero il voto, che se la popolazione di questo Comune fosse stata risparmiata dalla evacuazione, si sarebbe fabbricata nelle vicinanze del Municipio una cappella in onore di Maria e delle S.S. Anime del Purgatorio e così fu.
Il Parroco che iniziò l’esecuzione del voto fu don Ermenegildo Tonelli che, dal 1922 fino alla sua morte, incitò tutti, piccoli e grandi, a portare qualcosa di personale in manodopera o in offerte, affinché ognuno sentisse che il Santuario del voto era qualcosa di suo.
Esplorando le rocce culminanti del Salin, fu trovata una grotta naturale che assomigliava a quella di Lourdes. Dalla scoperta della grotta naturale maturò l’idea di sciogliere il voto, per quanto riguardava la Madonna, col costruire lassù un piccolo Santuario della Madonna di Lourdes.
Per realizzare il Santuario, così concepito, si rendeva necessaria la costruzione di una via d’accesso, che portasse alla Grotta, alla Cappella, al Monumento dei Caduti, ai posti di raduno della popolazione. Bisognava sistemare dei luoghi piani di raduno per i partecipanti delle funzioni.
Fu tracciato e poi aperto un sentiero che dalla Piazza del Municipio portava al luogo dove sorge ora la cappella, e, di lì, ai piedi della Grotta. Fu sistemato un piccolo spazio piano ai piedi della Grotta stessa (doveva servire per lo svolgimento delle funzioni e per la sosta dei visitatori) e furono costruiti dei muri di sostegno della piccola piazzetta semicircolare.
Don Ermenegildo dirigeva i lavori e lavorava lui stesso. Il piano di lavoro fu studiato in modo che tutta la popolazione avesse a partecipare alla realizzazione e che la sentisse, in parte, propria. Furono organizzati gli scolari, i giovani, gli uomini e le donne. Agli scolari fu assegnata in gran parte l’opera di rimboschimento della zona. Compiti specifici furono quelli di portare la terra e lo stallatico nei luoghi degli impianti, curare le singole piante, annaffiarle, liberarle dall’erba.
In questo lavoro si impegnarono anche giovani e donne, mentre agli uomini furono riservati i lavori più pesanti, come scavare un sentiero nella roccia, costruire muri e muretti di sostegno, scavare scale nella roccia e costruirne delle altre in cemento. I gradini attualmente sono 150.
Gli anni 1924 e 1925 furono anni di intenso lavoro. Il traguardo era di arrivare alla inaugurazione e alla prima festa votiva del 23 agosto 1925. Furono comprate due statue di gesso rafforzato, con la prospettiva di sostituirle, appena possibile, con altre due di marmo. Erano due statue di buona fattura: molto bella e devota la statua della Madonna, rappresentata in atto di preghiera e con gli occhi rivolti al Cielo, come quella della Bernardetta. Purtroppo il materiale non resse per tanti anni al logorio delle intemperie e nel 1937 la statua della Madonna fu sostituita con l’attuale, scolpita in marmo di Lasa. Più tardi fu necessario sostituire anche la Bernardetta, perché andava sfaldandosi.
Per il 23 agosto 1925 tutto era pronto per la prima solenne funzione votiva  e per l’inaugurazione della Grotta, a dieci anni del voto. Fu una festa entusiasmante, di fede viva e di riconoscenza alla Madre del Cielo.
La festa votiva verrà ripetuta ogni anno e inizierà con una processione dalla Chiesa Parrocchiale alla Grotta.
Nell’ottobre del 1930 ci fu finalmente la solenne inaugurazione della Cappella del Santuario, alla presenza di Monsignor Echeli Vicario Generale. Fu una storica manifestazione di fede dell’intera Comunità; capoluogo e frazioni avevano collaborato con la prestazione di manodopera gratuita e con offerte in perfetta armonia.
Don Ermenegildo invitò a concorrere con offerte per l’acquisto del Crocifisso, del gruppo delle S.S. Anime, delle statue di S. Giovanni e della Addolorata e della campana. L’iniziativa fu accolta con tanto entusiasmo da suscitare ammirazione e commozione; quanto chiesto fu donato dagli emigrati nelle Americhe e nel Belgio, mentre quelli nel Canada donarono la campana.
Per ultimare il Santuario come era stato presentato nello schizzo del 1924, restava ancora da costruire il Monumento ai Caduti. Nella prima proposta era prevista una lapide commemorativa, ma in seguito fu deciso per la costruzione di un monumento collocato in un posto ideale, a metà collina. Da lì si dominano le quattro frazioni, la chiesa arcipretale e il cimitero. Dall’alto della roccia sovrastante, la statua della Madonna s’erge in atteggiamento di preghiera per i suoi figli caduti in guerra.
Con l’inaugurazione del monumento ai Caduti si completò il complesso del Santuario.

fonte: www.valledeilaghiturismo.it


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